Alta Fedelta' |
...top ten dei miei pensieri. |
Le elezioni amministrative si sono concluse da qualche giorno.
Nonostante il successo ottenuti ( 11.707 voti la lista e 3.288 solo Riccardo Nuti, il più votato tra tutti i consiglieri comunali), non abbiamo raggiunto il fatidico (e per nulla democratico) 5% che ci impone la nostra stupenda legge elettorale regionale.
Ricorsi? Revisione dei verbali? Riconteggio delle schede? Ricalcolo delle percentuali? Non lo so, è un continuo alternarsi di notizie più o meno attendibili: staremo a vedere.
Ma non è questo quello su cui oggi voglio scrivere, nè voglio parlare delle incazzature e delle magnifiche emozioni/esperienze provate durante la campagna elettorale.
Voglio semplicemente continuare a fare quello che noi del Movimento Cinque Stelle facciamo ogni giorno: la cittadina attiva.
I risultati hanno portato al ballottaggio che si terrà domenica 20 Maggio.
I candidati sono Leoluca Orlando e Fabrizio Ferrandelli.
Il Movimento Cinque Stelle non dà le famose “indicazioni di voto”, perchè il voto degli elettori non appartiene al partito votato, ma al cittadino che, quindi, deve essere libero di scegliere chi/cosa crede sia più giusto per la sua città.
L’elemento essenziale per votare consapevolmente (il mio motto!) è essere informati. Necessario è quindi leggere i programmi e cercare informazioni sulla giunta designata, nonchè sul candidato stesso.
Questo ho fatto… anche perché, sempre per fare la cittadina attiva, quello che hanno scritto sul programma sarà quello che andrò ad esigere negli anni del loro operato.
Partiamo dal “giovane” Fabrizio Ferrandelli, per gli amici detto Ferrarelli, Ferrantelli, Fernandelli, Fernandez, Ferrarello, Ferrarelle, Fernandello e, non meno importante, Fir (ok, non era lui ad avere tutti questi “detto”, ma viene proprio spontaneo scriverlo).
Quello che a suon di “amunì”, ama Palermo e bla,bla.bla… (ometto il resto, tanto la conosciamo tutti la filastrocca)
Il suo programma è scaricabile sul sito, è una presentazione in cui quello che ho estrapolato è questo:
“Il programma si fonda su tre pilastri irrinunciabili nella ricostruzione della città […]
LA CITTA’ PARTECIPATIVA: assunzione del concetto di democrazia partecipativa realizzata attraverso l’applicazione della carta etica […] con l’uso di alcuni strumenti come il bilancio partecipativo deliberativo, regolamento comunale sulla partecipazione civica, rilevazione delle indicazioni dei cittadini.
Riconoscere la natura sociale dei beni comuni intendendo come tale il patrimonio storico, artistico, monumentale, culturale, ambientale, naturale e paesaggistico e le forme di conoscenza collettiva, i saperi e le culture locali.
Gestione trasparente dell’amministrazione con una carta etica e comportamentale chiara e condivisa.LA CITTA’ PRODUTTIVA: Palermo racchiude diverse potenzialità, molte poliedriche sfaccettature e molte “città nella città” che rappresentano il “tesoro nascosto”… liberare le capacità creative, imprenditoriali e cooperative da troppo tempo sopite, costituisce la spina dorsale dello sviluppo di almeno “10 città nella città” : la città delle identità, del sole, del mare, pulita, della cultura, della pace e della diversità culturale, dei bambini, dell’innovazione e dei talenti, delle religiosità, del bene comune.
LA CITTA’ DEI SERVIZI: I servizi ai cittadini dovranno essere innovativi, economici ed efficienti. L’impegno sarà costantemente rivolto all’ottimizzazione dei processi e all’efficacia nei risultati […] una città ospitale ricca e variegata. Servizi alle famiglie, ai giovani, agli immigrati, ai disabili e agli anziani, alle imprese […] servizi amministrativi e sanitari. […]
Alfabetizzazione web: alfabetizzazione su sistemi operativi open source, libri scolastici digitali e adozione di sistemi open-source e on-line nella pubblica amministrazione. “
Andiamo al Professore, quello “anziano ma con gli occhi da giovane” (evidentemente il tema del “giovane”, tira!) Leoluca Orlando, che invece, per ripetere la classica filastrocca di cui sopra, ha elaborato il motto “Lo sa fare”.
Il suo è un programma breve e poetico. Riassumendolo maggiormente risulta:
“Una Amministrazione seria e trasparente, credibile ed affidabile […] Il motore di tutto ciò sarà ovviamente nella macchina comunale, i cui dipendenti avranno l’orgoglio di far parte di una vera Amministrazione pubblica, al servizio dei cittadini e della città […]
Pulizia della città, trasporti efficienti, produzione e distribuzione di energia sostenibile e di qualità, informatizzazione e innovazione delle reti di comunicazione […]L’AMIA dovrà garantire pulizia, igiene e decoro della città, diventando promotrice di una nuova politica dei rifiuti… L’Azienda dell’Acquedotto tornerà a programmare in modo strategico e ad occuparsi degli interventi di ammodernamento e manutenzione della rete e di riuso delle acque […] politica sociale e della partecipazione […]
La città sarà il luogo di un patto fra le generazioni, in cui i servizi adeguati per la prima infanzia e le famiglie si uniranno a servizi, spazi di socializzazione ed occasioni di cittadinanza attiva per gli anziani e i giovani. […]
Tutto questo, affiancato al rilancio di una politica della cultura che valorizzi i nostri spazi e promuova le attività di qualità. […]
Nascerà l’Autority per il turismo.[…]
rilancio delle attività culturali e di animazione che diano vitalità al centro storico e ai quartieri, moltiplicando gli spazi di socializzazione aperti e gestiti con i giovani. […]
Il Comune avrà a fianco e saprà essere a fianco dell’Università, dei centri di ricerca, dei luoghi di produzione e diffusione culturale, con cui saranno stipulati Patti per promuovere le eccellenze e creare occupazione. Progetti di “Città intelligente” […]
La SISPI diverrà punto di riferimento di un processo di innovazione tecnologica ed infrastrutturazione telematica della città”
Perfetto! Riassumiamo:
entrambi voglio trasperenza, entrambi parlano di rinascita, entrambi di maggiori servizi, di rilancio della cultura e spazi di aggregazione, entrambi puntano sui giovani ma senza dimenticare le altre fasce della popolazione… entrambi non parlano di “vaporetto” - per ricordare il caro Aricò - nè pretendono di liberarci dai peccatori (anche perché dovrebbero liberarci da loro stessi: conflitto!) - per citare il buon Costa.
Direi che, pur formulato in termini totalmente diversi, sembra lo stesso programma… quasi come se uno fosse stato il “docente politico” dell’altro e quindi si noti lo stesso “fare politichese”… “come se”, ovviamente.
Quello che non ho trovato è il come intendono realizzare tutto ciò, che poi sarebbe la parte interessante del programma: a promettere e far sognare una “Palermo nuova”, son bravi tutti. Ma i progetti? le soluzioni?
L’elettore che vorrebbe votare consapevolmente, come fa?
Deve votare o il giovane che in cinque anni al consiglio, non ha fatto nè proposto nulla di ciò che promette adesso o il Professore, nel ricordo del buono della sua amministrazione e nella dimenticanza di ciò che di non buono ha lasciato.
E l’acqua: pubblica, privata, mista? E i rifiuti: rifiuti zero, differenziata porta a porta, inceneritore, discarica? E la mobilità: pedonalizzazione centro storico, come migliorare il trasporto pubblico, piste ciclabili, miglioramento del controllo della polizia municipale?
Come tutta la poesia contenuta nei programmi verrebbe realizzata?
Io i due programmi li ho salvati su un file .odt (il corrispondente file .doc di Word in LibreOffice - uno dei software open source - giusto per informare Ferrandelli) e vigilerò che questa poesia contenuta, venga rispettata e spero che come me, lo facciate in tanti: dobbiamo fare fiato sul collo sull’amministrazione, dobbiamo far sentire ai nostri delegati che li stiamo controllando.
Chi prenderà questo auspicio come minaccia, evidentemente pensa di non essere in grado di mantenere quanto programmato, forse perché invece di programmare, promette.
Un delegato ha solo da sperare che i cittadini che rappresenta lo seguano e lo giudichino.
Il problema è mio (nostro).
Perché la mia visione di programma è quella data dal Movimento Cinque Stelle: programma studiato punto per punto e corredato da soluzioni… alla faccia dei populisti - qualunquisti!
[Musica]
Ho un sacco di cose che mi “firriano” in testa, ma è come se volessi tenerle per me… però vorrei dirle. Strana sensazione che rispecchia esattamente quello che sto notando in questo momento: la mancanza di linearità.
Si perchè ascoltando, osservando, registrando e leggendo, ho notato questa “cosa” che a prima analisi chiamerei incoerenza, ma che - facendo attenzione - non lo è realmente.
La (mia) verità è che abbiamo perso la rotta.
C’è chi ha una linea in mente, quella da seguire e ne è pure fermamente convinto; è arrivato a quella conclusione dopo aver pensato e riflettuto sugli errori, commessi e subiti.
Poi però, senza una spiegazione logica, quando la linea si “concretizza” non viene seguita.
E’ come se ci fosse un velo di paura che avvolge anche chi, solitamente, riesce a mantenere dominante la ragione.
Poi c’è l’altra categoria, quella che la linea non ce l’ha neanche in testa. Per loro seguire la rotta è praticamente impossibile ed impensabile.
Per questo c’è chi vuole “trovare l’amore” e poi si butta in situazioni impossibili, chi l’amore “non è roba per me” è fa un figlio oppure chi vuole farsi una famiglia, ma aspetta ancora che “si accenda la miccia” (… nel frattempo ha raggiunto gli -anta!)
Ma con questa sorta di follia, mi ci scontro anche in altri ambiti: in politica per esempio… com’è che uno dice di essere per la legalità e poi si fa sostenere da mafiosi (o affini)? com’è che uno dice di amare la città e poi la imbratta? com’è che uno si candida con un gruppo politico e dopo settimane si schiera con l’altro che è - forse - più forte?
Non era una questione di progetto ed ideali, la politica?
E’ tutto così: terribilmente no sense.
[La Musica giusta per una assonnata domenica pomeriggio è QUESTA qui]
Un circolo sentimentale imperfetto, vorticosamente risucchiante: questo sono le relazioni.
Desideriamo una cosa e appena la possiamo avere, stiamo a cercare il pelo nell’uovo. La perdiamo e poi iniziamo a lamentarci di non ritrovarla più.
Un circolo.
Perché l’uomo è cosi tanto imperfetto? Mhà.
Pazientare. Lo farò.
Un giornata come questa va raccontata così: in preda alla stanchezza che viene totalmente cancellata dalla gioia della buona riuscita di una conferenza, ma soprattutto dalla gioia di essere un’ attivista.
Ebbene sì. Sono un’attivista e ne vado fiera.
Il Movimento Cinque Stelle è quella realtà che mi rappresenta e di cui sono felice di far parte.
A parte questo aspetto, importante ed essenziale, che è però più “sociale”, sono orgogliosa di appartenere al Movimento Cinque Stelle perchè è un contenitore di anime: dall’uomo organizzato - quasi robotico - al sognatore; dalla persona “incavolata con il sistema” a quella “sdegnata dalla politica” ma non passiva.
Ma ogni individualità dà il suo apporto al Movimento: un progetto concreto vcosì come un’idea da concretizzare, sono linfa vitale per il nostro attivismo. Lo scambio di idee, opinioni, pensieri (a volte contrastanti), lo rende vivo: finchè ci saranno cittadini pensanti, ci sarà il Movimento.
Un ringraziamento ricevuto da una persona che viene informata, un nuovo attivista che partecipa dopo averci incontrato ad un banchetto in piazza, una raccolta firme che diventa legge regionale… sono conferme di un percorso giusto e riempiono il cuore di grinta e voglia di mostrare un cambiamento, un modello alternativo a questo scempio che viviamo, un modello che è possibile.
Il sentimento che anima il mio attivismo è essenzialmente quello di una “rabbia buona”, cioè un sentimento di rabbia che però mi porta a cercare la propositività e che mi induce a fare, direttamete, in prima persona; perchè la delega è fallita: voglio essere io la persona delegata e spero sempre, ogni giorno, che tutti si sveglino e riscoprino il loro amore verso lo status di cittadino, verso la ciittà.
Ma un amore vero, non quello che dicono e leggiamo nei manifesti elettorali degli altri candidati: chi, amando una “cosa”, la deturperebbe? nessuno.
La destra lo ha fatto con un sindaco decennale che ha vissuto Palermo meno di me che sono di origini nissene.
Lo ha fatto anche la sinistra, che ha avallato quella giunta e che ha inteso il “fare opposizione” come esclusivamente il non votare un progetto dello schieramento avversario, barricandosi dietro dichiarazioni ai giornali e comunicati stampa, come espressione massima della “lotta” politica.
A volte i momenti di sconforto assalgono anche me che ormai da anni mi sono attivata in prima persona, ma poi mi basta scendere in piazza, incontrare la gente, informarla e sentirmi dire un sentito “grazie”, per risolevvare il mio umore e farmi ricordare il perchè di queste attività: per il bene mio, dei miei cari, della mia terra, delle generazioni future.
Il cambiamento avverrà, se noi lo vorremo e noi lo vogliamo perchè lo siamo.
Due giorni fa (4 Marzo), si sono svolte questa attesissime primarie del centro sinistra.
Prima di qualsiasi commento, faccio una premessa: le primarie nascono per far scegliere agli elettori di uno schieramento, un candidato. Quindi sono una forma bellissima di democrazia: il candidato non viene “calato dall’alto”, ma viene scelto dagli elettori e dagli iscritti al partito.
Quindi, le primarie, sono una sana competizione tra alleati.
Alla luce di questa consapevolezza, ho osservato quello che è successo a Palermo in relazione alle primarie del centro sinistra. Quello che scriverò di seguito , è esattamente quello che ho percepito.
4 Marzo, domenica.
Sveglia presto, accendo il pc e mi connetto.
Leggo spesso “Live Sicilia” e cosi faccio: sorpresa! Hanno chiesto ad ognuno dei candidati alle primarie di rilasciare una dichiarazione pre.voto. Ecco cosa ne è uscito:
BORSELLINO: Dice di amare Palermo, che con la città ha un rapporto viscerale e che negli ultimi anni è sempre andata in giro per i mercati, le piazze (mai vista) ad incontrare la gente.
Sulla eventualità dei brogli afferma che è possibile ma che “vigileremo” .
FERRANDELLI:Anche lui ama Palermo, anche lui viene fermato per strada “dai genitori” e anche lui ha contatto con le persone (in effetti saluta con affetto anche chi non conosce: molto stile PDL, direi). Sente che Palermo è pronta per il cambiamento e lui è il cambiamento. Infatti si professa libero dalle logiche di partito (frase sentita e risentita), ma pensa che: “Lo stesso Di Pietro in questi giorni ha detto che mi sosterrebbe. E penso che la decisione degli altri candidati del centrosinistra sarebbe la stessa, così come quella di tutto il Pd.” : per la serie “a noi non frega niente dei partiti”.
Lui è il principale indiziato riguardo la possibilità di brogli, ma prontamente e umilmente risponde che ciò non è neanche immaginabile, visto che lui “..penso di averle rese vere” (le primarie, ndr)
FARAONE: Indovinate? Ama Palermo! E’ tesserato PD, ma il PD ha finanziato la Borsellino: poverino. Lui è il vero cambiamento e da buon tesserato afferma che “I partiti e questa politica non funzionano più.” : la coerenza. Si aspetta un grande successo perché a Palermo si è diffuso un grande senso di libertà ( e quindi??? )
Riguardo i brogli, anche lui avverte di stare attenti perché potrebbero verificarsi (ovviamente in caso di non vittoria), ma lui spera che votino le persone libere (torna il tema Libertà).
Ai palermitani manda un messaggio di libertà (l’avevamo capito) “…per fare in modo che Palermo sia finalmente un laboratorio della bella politica.”, che detto da uno che è stato capogruppo dei democratici a Sala delle Lapidi e deputato regionale con un passato come coordinatore cittadino dei Ds, ha il suo perché!
MONASTRA: Stranamente la dichiarazione d’amore non è verso Palermo, ma più verso “le donne”: si presenta come il candidato donna per le donne, fa notare di essere appoggiata da una donna della giunta Pisapia, i pilastri portanti della sua campagna sono la partecipazione e la presenza delle donne nella vita pubblica e ribadisce di essere donna a favore delle donne. In un video afferma anche di essere “il dottore delle donne” (è una ginecologa).
Insomma, a chi si rivolge la Monastra?!?!?! A tutti… ovviamente.
Perché lei, sostanzialmente, non chiede altro che “Liberate il voto per cambiare Palermo” (anche lei, libertà!).
Interrogata sui brogli, ammette che crede possano succedere, dato che non è stato previsto alcun sistema di controllo.
La Monastra però ci tiene a precisare che lei è la vera indipendente, il vero cambiamento.
RIEPILOGHIAMO
Tutti e quattro i candidati sono stati o sono in politica, ma tutti e quattro si propongono come il cambiamento;
Tutti hanno fatto parte o ne fanno, di partiti politici, ma tutti criticano il sistema politico attuale e si presentano come l’elemento di rottura;
Tre di loro pensano che le primarie possano essere falsate da brogli, mentre l’unico che non lo pensa è quello accusato di poterli organizzare;
Tutti e quattro amano Palermo, sentono il cambiamento e la libertà, ma la imbrattano con i manifesti e gli striscioni abusivi.
Sta di fatto che queste primarie si fanno!
Il vincitore uscente è Ferrandelli.
Vi prego di guardare QUESTO significativo video post elezione a candidato sindaco, così da poterlo poi commentare.
Visto?!?!? Perfetto!
Partiamo dalla prima dichiarazione di Ferrandelli: “una candidatura che è stata voluta dai cittadini”. Sicuramente anche i cittadini, che hanno scelto lui tra i quattro, hanno voluto la sua candidatura. Ma quello che vedo in questo video, sono dei volti “big” della politica e quindi, oltre ai cittadini, mi pare che questa candidatura sia voluta dalla politica, quella classica.
Personalmente, credo che le espressioni di soddisfazione che leggo nei volti noti presenti nel video, dipendano non tanto dal risultato in se ma dal fatto che abbia vinto il candidato che appoggiavano.
Queste primarie, indipendentemente dai brogli, sono state una farsa: non era una vera competizione, era una lotta a chi riusciva a “portare” il suo. Nè più, nè meno.
La felicità che leggete e sentite in questo video, è solo soddisfazione personale nell’ aver vinto sull’avversario Orlando, Borsellino, Faraone… è la solita guerra tra partiti e poteri personali.
La conferma arriva dall’esclamazione “abbiamo vinto la guerra”: ma la guerra con chi? con quelli che ora saranno i tuoi alleati?
Perchè ci ricordiamo che ora IDV, PD, SEL e robe simili, dovranno appoggiare Ferrandelli… vero??? Sarebbe questo lo spirito democratico delle primarie, il suo senso.
Se io fossi una elettrice di centro sinistra (…e non sto dicendo che sono una di centro destra!), mi interrogherei seriamente sul senso delle primarie che si sono svolte (e sto evitando volutamente la polemica - sensata - dell’euro chiesto per votare!) e sui candidati.
Chi parteciperebbe ad una partita ai dadi, sapendo che forse i dati saranno truccati? credo nessuno.
Allora, se pur consapevoli del possibile trucco, i giocatori decidono comunque di partecipare, io scommettitore, non dovrei riflettere sul fatto che forse il trucco non sta nei dadi, ma nei giocatori?
In tutto questo clima cosi incandescente, poco chiaro e molto finto… il centro destra, a 60 giorni circa dalle elezioni, DOV’È?
Questa notte ho pure fatto un incubo: sognavo che la parte del PD che appoggia il governo Lombardo e che sostiene Ferrandelli, si sia “accordata” con il nostro governatore per avere “campo libero” nella competizione comunale, in cambio del sostegno al governo regionale.
Ma era solo un incubo. Ne sono certa (?).
Flash!
Nello spazio, come sulla terra, il problema non è parlarsi, ma capirsi.
Oggi è morto Lucio Dalla. Una delle rarissime volte in cui mi dispiace che uno che non conosco sia morto. Spero che nel posto ultraterreno dove, credo, si vada a finire… esista un pianoforte, ne gioverebbero tutti :)
Serena, la mia amica scrittrice indie ( :P ), mi ha dato degli spunti di riflessione negli ultimi mesi.
La conclusione (temporanea, in evoluzione) a cui sono arrivata è che la gente ama apparire (non è una novità) ma le modalità sono assurde:
- ascoltano “indie.music” perché poi puoi dire “non ascolto pop, ma indie” (senza sapere perché indie e senza saper dire perché il pop non andrebbe ascoltato… ma che è sto razzismo musicale??? mhà!)
- scrivono cose su fb perché cosi hanno “la bacheca figa” e quindi risultano “gente giusta”
- vestono in modo tale da non sembrare ricercati, ma poi ti commentano ogni marca e abbinano i lacci delle scarpe al perizoma
- pensano omologato, anche se ormai l’omologazione consiste nel pensare/dire il contrario rispetto al pensiero dominante.
Siamo davvero assurdi noi del genere umano.
Se viviamo d’istinto, critichiamo l’istinto perché non è da persona intelligente.
Se razionalizziamo, critichiamo la troppa ragione perché diventiamo “plastici”.
Se siamo stupidi, critichiamo la stupidità.
Se siamo intelligenti, critichiamo l’intelligenza perché procura paura.
Potrei continuare all’infinito.
Viviamo cosi,
fondamentalmente insoddisfatti e pronti a criticare.
E non è la totalità, ma la maggioranza.
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